Bagno al gatto: quando si può iniziare e come fare a non essere graffiati

Bagno al gatto: quando si può iniziare e come fare a non essere graffiati

Le parole bagno al gatto poco piacciono ai gentili possessori dei felini, ma anche i diretti interessati a quattro zampe la pensano così e la ragione è un loro istinto primordiale.

Infatti, i gatti non amano l’acqua e il loro sottopelo, una volta bagnato, tende a impregnarsi di liquido tanto che l’animale si sente goffo e rallentato nei movimenti.

Lavarli può essere dunque una vera e propria mission impossible, ma certe volte è davvero inevitabile.

Cerchiamo allora di sciogliere alcuni dubbi su quando e come lavare il micio evitando possibilmente di essere graffiati.

 

A quanti mesi si può fare il bagno al gatto?

Per prima cosa, bisogna capire quando si può iniziare a mettere il micio sotto l’acqua.

In linea generale, è sempre meglio aspettare di aver concluso la profilassi vaccinale per essere certi che il sistema immunitario dell’animale sia forte. Dunque, non prima dei 6 mesi.

Per quanto riguarda la frequenza dei bagni, non ci sentiamo invece di sbilanciarci perché molto dipende dalle condizioni in cui vive l’animale. Rimane in casa? È abituato a fare delle passeggiate o andare in  giardino?

In alcune occasioni, il bagno è però davvero indispensabile perché magari il gatto è entrato in contatto con qualche sostanza oppure perché, a seguito di un intervento, fatica a provvedere alla sua igiene personale.

Indicativamente, un gatto a pelo corto si può quindi lavare ogni 2 mesi. Per gli esemplari a pelo medio-lungo che si avventurano anche fuori casa, si può invece ripetere il bagno ogni 2-3 settimane.

 

Come lavare un gattino

Per lavare il micio, occorrono una bacinella d’acqua tiepida, una spazzola per rimuovere, prima del lavaggio, il pelo morto e uno shampoo per gattini.

Si immerge non completamente l’animale in acqua, lo si insapona evitando muso e orecchie e si procede con un attento risciacquo per eliminare ogni possibile residuo di prodotto. Si passa, quindi, all’asciugatura preferibilmente con asciugami caldi perché il phon potrebbe spaventare l’animale.

Detto così sembra facile, ma cosa si può fare per tranquillizzare il micio? Per prima cosa, è bene tenere un tono di voce basso e non urlare. Inoltre, durante il lavaggio, si può dare un piccolo e gustoso premio al cucciolo.

Se però l’atmosfera iniziasse a farsi troppo calda, meglio interrompere tutto e riprovare in un secondo momento.

 

Come fare il bagno al gatto adulto

Per un bagno al gatto adulto e particolarmente refrattario all’acqua, meglio optare per una soluzione rapida e indolore. Servono tre bacinelle: la prima con acqua tiepida insaponata e le altre due con sola acqua. Si immerge il micio nell’acqua insaponata e si procede poi al suo risciacquo passandolo nelle conche con sola acqua. Anche questa volta, attenzione a non bagnare muso e orecchie.

Altra alternativa? Lavare il gatto a secco evitando così di metterlo sotto l’acqua. È sufficiente usare un poco di prodotto sul pelo, massaggiare delicatamente il micio e poi spazzolare via il prodotto.

 

Altri modi per pulire il gatto senza usare l’acqua

Chi non se la sente di fare il bagno al gatto, può tenere pulito il suo pelo anche in altro modo.

Per prima cosa, spazzolare l’animale giornalmente aiuta a evitare la formazione di nodi e rimuovere il pelo morto. In alternativa alla spazzola, si può usare un guanto da toelettatura. Per la rimozione della sporcizia, è invece meglio usare un panno umido.

Se il gatto sembra unto, si può cospargere il suo pelo con farina d’avena e procedere poi a spazzolatura.

Per una pulizia più profonda e accurata, l’ideale sono le salviette multiuso di  ACTivePET. Sono rinfrescanti, ma soprattutto con effetto igienizzante e per questo sono particolarmente indicate per la pulizia del pelo e delle zampe dell’animale.

Formulate con Muschio e Clorexidina, esercitano un’azione igienizzante lasciando il micio profumato. Rispettano il pH naturale, non lasciano odori, ma il vantaggio è soprattutto un altro. Detergere il gatto con pochi e semplici gesti senza bisogno di procedere al risciacquo.

Uniche accortezze? Evitare il contatto diretto con gli occhi, le orecchie e il muso dell’animale e non utilizzare su cute lesa o ferite.

Per altri consigli sulla pulizia del pelo del gatto, segui il link e scoprirai di avere anche altre soluzioni a portata di mano.  

 

Conclusioni

I gatti vanno lavati? Ni. In linea generale, il micio provvede da solo alla propria igiene personale, ma ci sono situazioni in cui un bel bagnetto è davvero indispensabile. Si pensi, per esempio, al gatto che trascorre del tempo fuori casa rotolandosi in erba o fango oppure al micio che, operato, fatica a pulirsi da solo.

In questi casi, si può mettere l’animale sotto l’acqua facendo sempre attenzione perché è risaputo che i mici non amano essere bagnati.

Ma qual è allora la soluzione migliore in termini di efficacia e praticità? Le salviette multiuso di ACTivePET che, con pochi e semplici gesti, aiutano a rimuovere ogni traccia di sporco senza bisogno di risciacquo.

 

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